127 Che valore può avere oggi il fumetto, nel mondo della comunicazione? Che aggregazione ha al suo intorno, e quale elemento differenziante e unico può vantare, rispetto ad altre forme di arte? Il fumetto è un organismo complesso, raffinata sintesi di diversi linguaggi che, in questa singolare combinazione, trova il proprio specifico. Il valore che il fumetto può avere nella comunicazione è probabilmente in relazione alla propria capacità di comunicare con tutti gli ambiti che lo compongono; motivo per cui il lettore di comics è molto spesso anche l’appassionato di cinema, di letteratura e di tutti gli ambiti che nutrono il fumetto e che, a sua volta, sono alimentati dal fumetto. A proposito di linguaggi, soprattutto applicati a temi attuali e globali come può essere il cambiamento climatico, quanta forza ritieni possa avere una lingua universale come il fumetto? In estrema sintesi, l’umanità è passata da una concezione della natura intesa come dimora, a una concezione della natura intesa esclusivamente come fondo per lo sfruttamento illimitato. L’umanità che ci ha preceduto, per garantire la propria sopravvivenza, sfruttava l’ambiente nella misura in cui lo preservava, e quindi al passaggio dell’aratro la terra germinava e diventava più florida, così come le acque del mare si ricomponevano al passaggio della nave. Nel nostro tempo, invece, la sensazione è che la logica della crescita infinita non contempli la possibilità del limite, varcato il quale, già Platone ci avvertiva, bisogna temere per il proprio destino. In che misura un linguaggio universale come il fumetto possa intervenire in processi così profondi e complessi, è difficile prevederlo e forse anche ipotizzarlo. Sono però convinto che un linguaggio come il fumetto possa senz’altro esprimere e veicolare ciò che Immanuel Kant definiva idea regolativa, ossia una visione ideale a cui tendere che, pur non realizzandosi, possa tuttavia ridestare la capacità critica e mitigare gli effetti nefasti di un sistema. La mia citazione del cambiamento climatico non era casuale. Le linee che Nicola Mari ha tracciato per Ossigeno #09, con il suo The face of another, hanno superato il confine della singola pagina e seguono ora una traiettoria precisa, che andrà a incontrare quella di altri artisti nel prossimo futuro. Vorremmo farci alleata l’idea regolativa, nella speranza che riesca a mitigare gli effetti del grande nemico del ventunesimo secolo, anche grazie a Nicola Mari e agli artisti che, attraverso la sua curatela, ci porterà nei prossimi numeri e su queste pagine.
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