Ossigeno #10

142 Mustafa Sabbagh Made in Italy© Handle with Care Breaking News - Dall’Italia [Luogo, data] - Made in Italy©: l’offerta dell’eccellenza italiana si fa sempre più variegata, in periodi storici come quello presente, così critici e al contempo tanto invischiati, all’interno di un contraddittorio (per quanto urgente alla contemporaneità) global market. Le celeberrime 3F che hanno reso grande il marchio del Made in Italy© – Fashion, Furniture, Food – si arricchiscono di una nuova F, un nuovo promettente prodotto, che tuttavia, come accade per ogni genere di lancio sul mercato, in prima battuta fatica a essere speso e compreso dal tessuto sociale all’interno del quale è connesso. Moderatamente in allarme, gli esperti di psicologia dei consumi: «Occorrerebbe innanzitutto definire i trattati che regolano l’import/ export del nuovo prodotto – che, nella fattispecie, fanno capo alla Dichiarazione di Ginevra dei Diritti del F. Redatta nel 1924, approvata dalle Nazioni Unite nel 1959, revisionata nel 1989, a tutt’oggi tale Dichiarazione non riveste ancora i caratteri del vincolo per i singoli Stati, da un punto di vista squisitamente giuridico. Un’urgenza che, visti i caratteri propri del libero mercato e la commerciabilità (unita all’estrema delicatezza) dello stesso prodotto F., occorre chiedere a gran voce alle filiere di controllo del marchio, al fine di modificare dal profondo l’atteggiamento e le abitudini dei buyers e dei consumatori – italiani e non». Cosa significano queste parole, che ci vengono dai diretti esperti del know-how in materia? Presto detto: la suddetta Dichiarazione dei Diritti del F. non rientra, fra i trattati di import/export, all’interno della cosiddetta hard law, totalmente vincolante per i meccanismi internazionali, secondo la quale pacta (o producta, NdR) sunt servanda. Tale Dichiarazione afferisce infatti alla soft law, che regola principalmente la lex mercatoria; dunque, di fatto, F. è un prodotto. ¹ Fanciullo Un prodotto Made in Italy© – pur con tutte le difficoltà di percezione proprie di chi non è ricettivo al cambiamento sociale in atto. Un prodotto da maneggiare con cura – considerandone la fragilità, la duttilità, ma anche l’altissimo potenziale che racchiude: 100% Intelligent Energy. Non una mera mossa di marketing, né tantomeno un tentativo di branding, quanto piuttosto una reale operazione di familiarizzazione col prodotto F. risulta essere quella di Mustafa Sabbagh, esso stesso a suo tempo appartenente alla categoria del prodotto di cui ci stiamo occupando. I suoi still life sulla categoria merceologica in questione, decontestualizzati da qualsiasi tipo di uso e consumo si possa fare di F., sottolineano quanto minime siano, ed esclusivamente attinenti al packaging, le differenze rispetto al prodotto di Denominazione di Origine Controllata, così per come l’abbiamo sempre inteso. Analizzando la curva del PIL da un punto di vista ottimizzatore rispetto ai costi/benefici, tanto esperti micro- quanto macroeconomici concordano, così, nel ritenere il prodotto F. il bene di consumo durevole per eccellenza. Ciò che lo rende durevole è la sua assoluta trasversalità. Ciò che lo rende inestimabile è il suo stesso assortimento. Del resto, le analisi del mercato retailing e quelle del wholesaling parlano chiaro: se le tre dimensioni del consumatore contemporaneo sono 1. l’esperienzialità, 2. le capacità multitasking e 3. il nomadismo transculturale, il management sabbaghiano nell’apporre il marchio Made in Italy© al prodotto F. ha tutti i caratteri della scelta definitiva. Perché il prodotto F.¹ è un investimento sicuro. Perché investire sul Futuro è l’unico Made in Italy© vincente. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. #articolo3 #costituzionedellarepubblica #1948 #madeinitaly©

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