Ossigeno #12

127 Oltreoceano questa peculiarità non è passata inosservata: Funga (www.funga.earth), azienda di servizi ambientali di Austin, Texas, ha infatti deciso di lanciare progetti di rimozione dell'anidride carbonica attraverso l'impiego di microrganismi del suolo, e ha in poco tempo conquistato finanziamenti da circa quattro milioni di dollari da parte di fondi d'investimento e di venture capital. Oltre alla loro funzione di favorire il carbon storage del suolo, i funghi stanno dimostrando di avere anche un'altra capacità: ripristinare i suoli contaminati, disaggregando le sostanze tossiche ed evitando problemi di smaltimento. Una peculiarità per nulla marginale, se pensiamo che solo in Italia – calcola l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) – si contano oltre dodicimila siti contaminati. Aree territoriali a forte rischio, in cui l'insistenza di attività umane ha provocato nel tempo un’alterazione delle caratteristiche qualitative ambientali di suolo, sottosuolo e acque tale da figurare come un pericolo per la salute umana. Gli esperimenti effettuati da diverse università del mondo si stanno concentrando sull'inquinamento da petrolio e da metalli pesanti. I funghi, coltivati su terreni inquinati, si sono dimostrati in grado di nutrirsi dei composti organici, scomponendo i contaminanti a base di greggio ed eliminandone la tossicità. Nei suoli contaminati da metalli pesanti come il mercurio, i funghi assorbono invece le sostanze nocive: loro diventano tossici, ma il suolo torna pulito. A quel punto, insomma, lo smaltimento riguarda solo i funghi. Con conseguente risparmio di spazio in discarica. «I funghi sono i più potenti decompositori presenti in natura», sottolineavano già un paio d'anni fa i ricercatori della Royal Geographical Society britannica. «Per milioni di anni si sono evoluti per sfruttare i residui delle altre specie, riciclando i nutrienti nell’ecosistema. Unici organismi sulla terra capaci di decomporre il legno, sono in grado di estendersi nel suolo con i loro miceli filamentosi, espellendo enzimi digestivi che consentono di decomporre i materiali complessi». In una parola: micorisanamento. Uno dei tanti modi in cui la natura ci sta porgendo l'altra guancia. Re Soil Foundation è un ente privato no profit. La sua nascita è legata alla necessità di promuovere la ricerca scientifica, il trasferimento tecnologico, la formazione e la divulgazione su uno dei beni più importanti, ma sempre più degradati del pianeta: il suolo. Emanuele Isonio è responsabile dei contenuti giornalistici della Re Soil Foundation. Nel 2012 è stato premiato come miglior Young Journalist dalla Direzione Agricoltura della Commissione Europea. www.resoilfoundation.org

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