Ossigeno #12

137 La fertilizzazione, per esempio, può passare dalla rotazione delle colture con alternanza di varietà vegetali in grado, con le loro specifiche caratteristiche, di rifornire il suolo dei nutrienti consumati dal raccolto precedente. Favorisce la fertilità del terreno anche l’integrare o l’alternare la coltivazione con determinate specie erbacee, pratica che sostiene la biodiversità e può tenere al riparo da piante ed erbe infestanti, altrimenti da estirpare o inibire chimicamente. Rotazione delle colture, mantenimento degli scarti colturali, cover-crops, consociazioni, sovescio; tra gergo del passato e neologismi, questi alcuni termini della fertilizzazione rigenerativa. Anche l’aratura è un procedimento che viene completamente riconsiderato dall’agricoltura rigenerativa. Partiamo dalla logica: il suolo ha una sequenza precisa di livelli, detti orizzonti, ciascuno con le sue proprietà, dall’humus alla roccia madre. Sezionare il suolo in profondità e ribaltarlo non è più una soluzione, sia per l’impoverimento che ne consegue che per la capacità di questa tecnica di liberare nell’aria la CO2 trattenuta dal suolo. Al di là di questo genere di interventi, occorre ora pensare alle strutture del suolo e al modo per ridurne l’erosione; anche in questo caso, la cultura del non-fare deve prendere il sopravvento. Ulteriore capitolo di intervento rigenerativo è dedicato all’acqua, rara e da gestire per limitare l’erosione con un disegno topografico dell’areale di coltivazione che sappia conservarla e distribuirla in modo omogeneo. Fertilità e biodiversità si coltivano guardando anche oltre il campo – anzi, intorno al campo, con la sua area circostante che, ragionandoci opportunamente, può fornire fertilità e protezione garantendo biodiversità, un ambiente difeso e risparmiando in chimica o in altri discutibili interventi dell’essere umano. I paradigmi dell’agricoltura rigenerativa ragionano oltre il singolo terreno agricolo, con una visione di insieme dell’ecosistema ambientale. Per esempio sui pascoli, la cui diffusione è fondamentale per la qualità di un tessuto ecologico capace di regolarsi e migliorare in autonomia. I principi dell’agricoltura rigenerativa prevedono la promozione della semina di cereali vernini direttamente su prati perenni attivi in estate, per aumentare la produzione annua dei pascoli. �ui si inserisce la pratica dell’agroforestazione, sistema che combina nello stesso luogo alberi con colture o bestiame per aumentare le sinergie tra gli animali, che si nutrono di pascolo fresco, e le piante, che beneficiano delle deiezioni animali. Una azione che fa pensare a tanta fatica e che invece si compie da sola è proprio quella della forestazione: riconsegnare alle superfici boschive lo spazio necessario significa assicurarsi il miglior esercito contro l’erosione, la perdita di biodiversità e il dissesto idrogeologico. Le Fattorie Polyface nascono sotto questo segno integrando agricoltura, silvicoltura e pascolo. Non serve dunque fatica, quanto il coraggio di riappropriarsi di una certa logica che si è persa e che, oggi, ha il sapore del rigenerativo.

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