Ossigeno #13

10 Le forme del rispetto Limitiamoci alla storia recente. Nel 1965, il cantante soul americano Otis Redding pubblicava il singolo Respect, nel quale un uomo chiede rispetto alla propria compagna. Tuttavia il pezzo raggiunge il successo nazionale e internazionale solo due anni dopo, con la cover cantata da Aretha Franklin, che ne modernizza il significato. Innanzitutto è una donna a chiedere rispetto al suo uomo, dando così alla canzone i tratti di un inno femminista. La temperie culturale spinge verso una lettura politica e Respect diventa un pezzo sui diritti civili, quelli dei neri in lotta contro il razzismo. In effetti, nell’America degli anni ‘60 il problema non sono più le leggi, che sulla carta trattano oramai tutti i cittadini nello stesso modo, bensì le discriminazioni di fatto, come i bianchi del Sud che non accettano bambini coloured nelle loro scuole. Il problema, insomma, è proprio la mancanza di rispetto: rispetto della legge federale, rispetto delle persone. Ma i tempi cambiano. Decenni più tardi, Notorious B.I.G. firma la sua Respect, nella quale descrive le difficoltà di crescere nell’ambiente ostile del ghetto e la necessità di guadagnarsi, appunto, il rispetto dei pari. Nulla a che vedere col rispetto della legge federale, qui: Biggie evoca le logiche di status all’interno della scena rap, un insieme di norme di sopravvivenza fondate su valori come l’autenticità, la lealtà, la perseveranza, la forza di carattere. In generale, i rapper non chiedono rispetto per la loro comunità bensì lottano tra loro, all’interno della comunità, per accumulare prestigio. È il sintomo di una delusione rispetto agli ideali degli anni Sessanta: se non posso essere accettato dall'intera società, allora mi accontenterò di regnare nella mia cerchia ristretta. Così si torna in un certo senso alla concezione feudale del rispetto, inteso come segnale di un rango. Lo si evince, ascoltando le canzoni, da certe espressioni ricorrenti, dai toni cavallereschi: bow down (‘inchinati’), pay homage (‘mostra ammirazione’), watch the throne (‘osserva il trono’)... Essere rispettati nel rap significa scalare la piramide sociale, diventare il king o il boss, e dal pinnacolo esercitare il proprio potere su tutti gli altri. Una forma di riscatto per chi viene dal ghetto, ma anche per tutti quei ragazzi della classe media che, in questo storytelling un po’ mafioso, riconoscono l’espressione metaforizzata della propria esperienza. L'adolescenza assomiglia a un ghetto, dove vigono regole brutali e la reputazione è il bene più prezioso. Certo, capita – e capita spesso – che la logica del rispetto sfugga di mano. Per una mancanza di rispetto davanti a una discoteca, ogni tanto parte una coltellata. Nel 1994 fu un colpo di pistola a uccidere Notorious B.I.G. – di dissing in dissing, le vanterie che aveva accumulato per acquisire prestigio all'interno della sua fazione avevano spazientito la fazione rivale. L'uomo che gli ha sparato, armandosi di coraggio e prendendosi la responsabilità del crimine, si è sicuramente fatto una nomea tra i suoi. Talvolta per il rispetto si uccide, talvolta si muore.

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