Ossigeno #13

139 �uella del microcredito è una storia di rivoluzione. E come è spesso accaduto nella storia delle rivoluzioni, anche il microcredito, una volta innescato, è esploso dal basso, coinvolgendo in prima linea le sfere più svantaggiate della società. Ma è anche una storia di ricerca applicata, di rottura con gli scenari e le discipline economiche mainstream. Il microcredito moderno nasce infatti lontano dall’occidente, in Bangladesh, per iniziativa di Muhammad Yunus, Professore di Economia presso l’Università di Chittagong. Sulla scia della grande carestia del Bangladesh del 1974, Yunus inizia a mettere in discussione le teorie economiche che insegna agli studenti e alle studentesse dei suoi corsi. Vuole capire perché quei modelli che nei manuali universitari decantano sviluppo e prosperità comune siano così lontani dalla realtà del suo Paese: fuori dalle aule universitarie di Chittagong e del resto del Bangladesh persiste una diffusa presenza di persone in povertà, relegate ai margini della società. Così si spinge sul campo, ai confini della città, per studiare le drammatiche condizioni di milioni di persone sue concittadine. Tocca con mano le carenze materiali delle aree rurali, la miseria della vita nei villaggi. È così che individua il riproporsi di un circolo vizioso: il mancato possesso dei mezzi di produzione artigiana da parte di lavoratori e lavoratrici – anche solo la materia prima – spinge loro a far ricorso a prestiti proibitivi, offerti direttamente dai rivenditori al dettaglio o da usurai. Yunus decide allora di attivare un sistema di piccoli prestiti – del microcredito, per l’appunto – in particolare a donne, per porre fine a questo schema di debito soffocante. È il Professor Yunus in persona che elargisce i primi prestiti, e il microcredito diventa così una storia di rivalsa per migliaia di famiglie. Sulla scia dell’enorme successo di questo modello, decide di strutturare questa modalità di credito in quella che in bangladese significa banca del villaggio, la Grameen Bank. Ma il microcredito è soprattutto una storia di emancipazione, di empowerment e capacitazione. Seppur senza nessun tipo di garanzia patrimoniale, e senza nessun obbligo di restituzione del prestito, i e le clienti della Grameen Bank registrano tassi di restituzione elevatissimi. È questa la più grande rivoluzione del microcredito: la generazione di fiducia. La restituzione del prestito viene vista infatti come una questione d’onore, di responsabilità e di rispetto. Diventa uno strumento di empowerment con le donne che, cogliendo l’occasione del microprestito per emanciparsi, registrano i più alti tassi di restituzione, suscitando lo stupore degli stessi operatori e operatrici della Grameen Bank. Gli echi degli insegnamenti di Yunus risuonano nel mondo intero ancora oggi. Se col microcredito, valsogli il Nobel per la Pace nel 2006, Yunus ha lanciato una prima sfida alla povertà e al capitalismo globale, il professore bangladese ha poi rincarato la dose con la concettualizzazione del Social Business, paradigma d’impresa alternativo a quello capitalistico dominante, tradizionalmente estrattivista e orientato alla massimizzazione e riproduzione del profitto a discapito di implicazioni sociali e ambientali. L’obiettivo dichiarato e perseguito del Social Business è la creazione di valore sociale comune attraverso la risoluzione di uno o più problemi socio-ambientali di interesse generale. Sebbene, per ragion d’essere e finalità perseguite, siano esistiti ed esistano tuttora modelli d’impresa riconducibili a questo paradigma – si pensi, ad esempio, al movimento cooperativista italiano – Muhammad Yunus ha reso popolare il concetto di Social Business a livello mondiale.

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