Ossigeno #13

28 L’approccio delle aziende al design d’impresa Attraverso questi livelli di progettazione, imprenditori e leader aziendali stanno già ponendo in essere rilevanti innovazioni nel design d’impresa. Si pensi, ad esempio, a progetti aziendali che fanno della Terra azionista unica, direttrice del CdA, amministratrice delegata dell’azienda stessa. Facciamo alcuni nomi: la compagnia statunitense di abbigliamento outdoor Patagonia ha fatto della Terra la sua 'azionista unica', la B Corp britannica di cosmesi naturale Faith In Nature ha 'nominato la Natura nel suo board', azienda olandese di formaggi plant-based, ha rimodellato il ruolo del CEO per garantire alla natura la priorità. Gestire la catena di approvvigionamento di queste aziende probabilmente significa anche sentirsi liberi di investire in relazioni più profonde. Nel dedicarsi al design del prodotto o del packaging sarà maggiore la motivazione a sperimentare nuovi approcci, pur nella previsione di ricavi più lenti (almeno nel medio termine) rispetto allo status quo. Modificare in tal senso il design della governance e della titolarità ne modifica anche gli stimoli più profondi, e segnala allo staff che la dichiarazione di scopo è realmente viva e concreta, anche quando richiede investimenti, propensione al rischio e pazienza maggiori. Un modello diffusosi recentemente è quello della titolarità dei dipendenti, cresciuto nel 2023 nel Regno Unito del 37% (come rilevato dal sito web employeeownership. co.uk). Le ricerche mostrano che questo modello porta a una maggiore vocazione delle imprese a investire internamente (50% in più rispetto ad altri modelli), a garantire salari di base mediamente più alti di £2.700 e alla condivisione dei profitti, una attitudine maggiore del 50% all’espansione della propria workforce, all’investimento nella sua formazione (+12%) e a una più alta soddisfazione (+73%) e produttività (+8-12%) dello staff. Imprese di questo tipo includono Scott Bader, azienda biochimica globale da £200 milioni che impiega 750 persone in 7 siti produttivi e 17 uffici nel mondo. Anche negli Stati Uniti la titolarità dei dipendenti si sta diffondendo rapidamente grazie a esempi come Eileen Fisher, compagnia capace di attivare investimenti atti a promuovere iniziative ecologiche nella sua catena di approvvigionamento, sostenendo in tal senso e in maniera più ampia il suo intero settore industriale. Nuovi modelli mostrano anche che modifiche nella catena di fornitura, nelle comunità e nell'industria in generale possono divenire cuore pulsante della progettazione profonda di un’azienda. Il marchio di cioccolata olandese Tony’s Chocolonely ha ridisegnato titolarità e governance per tutelare al meglio il suo scopo di 'far sì che diventi norma la cioccolata 100% slave-free', istituendo quote azionarie con diritti speciali affinché l'azienda renda conto del suo scopo e porti avanti le prassi commerciali e l'impegno verso quei produttori di cacao che garantiscono il progresso verso il suo fine ultimo. L'importatore tedesco El Puente ha garantito comproprietà e rappresentanza in CdA sia dei suoi lavoratori che dei suoi fornitori, unitamente ad altri stakeholder, di modo che i fornitori possano concretamente plasmare la strategia dell'azienda e il suo approccio nella creazione di relazioni commerciali. La casa automobilistica gallese Riversimple ha creato un modello di governance multistakeholder, battezzando uno schema di cosiddetta Future Guardian Governance che garantisce che ciascuno degli stakeholder interessati abbia una persona di fiducia nel board, che funga da 'guardiana' dei propri interessi. Einhorn, Ecosia, SELCO, Café Direct sono ulteriori esempi di aziende che hanno adottato modelli di titolarità che conferiscono quote di controllo a fondazioni,

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