41 1 NdR: i 15 Principi dell’Agenda Götsch sono integralmente consultabili @ www.agendagotsch.com/en/syntropic-farming-principles-by-ernst-gotsch Ernst Götsch (n. Raperswilen, Svizzera, 1948) lo ha fatto per tutti: ha capito come riportare la foresta in vita e nutrirci. Ha chiamato questa intuizione Agricoltura Sintropica – modello circolare per il quale non esiste il concetto di rifiuto, perché tutto viene trasformato in nutrimento, per ogni organismo. Se l’agricoltura tradizionale si limita a lavorare sulle due dimensioni di lunghezza e larghezza, l’Agricoltura Sintropica introduce anche le dimensioni dell’altezza, intesa come stratificazione delle specie erbacee, e del tempo, ossia di quella successione ecologica attraverso la quale un ecosistema naturalmente, e generosamente, evolve. Ernst Götsch si è dedicato all’Agricoltura Sintropica nell’arco di una vita di appassionato lavoro, fisico e intellettuale. Puoi vederlo impresso su ogni linea del suo volto. Mi parla dalla sua fazenda Olhos D'Água, occhi d'acqua, una agroforestazione di 480 ettari a sud di Bahia dove la natura, risorta da un suolo bollato come povero e irrecuperabile fin dagli inizi degli anni '80, oggi è tornata a generare prodotti di eccellenza senza alcun ausilio di fertilizzanti esterni, di pesticidi, di irrigazione artificiale. In soli cinque anni di applicazione dei suoi principi, la biodiversità di Olhos D'Água era già divenuta paragonabile a quella della foresta pluviale incontaminata. Oggi, l’Agenda Götsch – compendio di agraria e di filosofia – è insegnata in corsi scolastici e universitari, sui media, sui social, finanche tramite format televisivi, acquisendo sempre più seguaci. La mia matrice storica prevede che si cominci il discorso dalla genesi della Agricoltura Sintropica, quando incontro virtualmente Ernest Götsch, in quel momento della sua giornata tra il risveglio e l’immersione nel verde della fazenda. Scavo sino alla radice, e incontro l’origine del suo cammino verso la definizione di Agricoltura Sintropica, da quando conduceva ricerche sul potenziamento genetico delle piante presso il FAP Zürich-Reckenholz (oggi Agroscope, centro di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente), in Svizzera. In questo luogo temporale vorrei che mi parlasse del fattore scatenante che gli ha fatto cambiare impostazione, dal cercare di rendere la pianta più resistente all'ambiente, al cercare di rendere l'ambiente ideale allo sviluppo della pianta. «L'osservazione», esordisce. «Assieme ad alcuni colleghi e amici, ho preso parte a test volti al miglioramento delle piante coltivabili, come cereali e altre, e il risultato è sempre stato lo stesso: testando in una piccola area, l’esito è sempre soddisfacente, giorno dopo giorno, ma una tolleranza o una resistenza di questo tipo non è altro che un inganno. Non facevamo altro che cercare di convincere la natura che tutto fosse a posto». «A mio avviso», prosegue, «le malattie non rappresentano necessariamente qualcosa di negativo, ma piuttosto è come fossero agenti di una sorta di dipartimento di ottimizzazione dei processi vitali, manifestandosi e intervenendo quando c'è un errore, quando i processi vitali non sono ottimali. Finché non interveniamo in modo invasivo, nella foresta parassiti e malattie non svolgono funzioni dominanti, ma intervengono per rimuovere piante che hanno terminato la loro funzione o che non si trovano più nella posizione giusta. Non hanno più alcuna utilità, quindi vengono eliminate. Ma la vita continua e altre piante, loro sostitute, si comportano in maniera corretta finché saranno in grado di svolgere la loro funzione e realizzare i loro compiti, perché la natura è un macrorganismo. Per me la natura è, per così dire, parte della dotazione del pianeta Terra, che ha creato la sua propria strategia di essere, sebbene noi non la vediamo. Se solo fossimo tutti capaci di vederla in questo modo, agiremmo in maniera totalmente diversa. Noi stessi non siamo l'unica specie intelligente, bensì siamo parte di un sistema intelligente. E questo fa una grande differenza. Già cinquanta anni fa avevo in mente, e poi ho scritto, i 15 Principi: un Tao della nostra comprensione della vita¹».
RkJQdWJsaXNoZXIy NDUzNDc=