44 Invito allora Götsch a voltarsi con me e guardare attentamente indietro nella storia, e punto il dito su come l'invenzione e l'evoluzione di ciò che nei paesi occidentali definiamo come agricoltura tradizionale abbia cambiato la società umana. Vorrei che mi facesse capire se e come la sua Agricoltura Sintropica potrebbe incidere, su larga o piccola scala, sul modo in cui funziona la nostra società. Mi risponde così, dipingendo una scena platonica, ma con i colori dell’aristotelismo. «Beh, mi piacerebbe innanzitutto citare un antico proverbio romano, poi ripreso da Feuerbach, che dice Sei ciò che mangi. Se cambi il modo di coltivare ciò che mangi o di allevare animali, è chiaro che avrà un'influenza anche su ciò che sei. Personalmente, porto avanti il mio lavoro mosso principalmente dal piacere interiore e in effetti tutte le specie, tutti gli individui di tutte le generazioni sono mossi a realizzare il proprio compito dallo stesso tipo di piacere. L'Agricoltura Sintropica potrebbe allora trasformarsi in un'attività estremamente attrattiva. In questo modo, molte persone inizierebbero a dedicarsi all’agricoltura, anche quelle che vivono in contesti urbani, innestando alberi o piantando ortaggi anche davanti alle loro case, sulle loro finestre, sulle loro terrazze. Ri-piantumerebbero le foreste, metterebbero a dimora alberi di ulivo, e lavorerebbero, e prospererebbero. �uesto li farebbe anche collaborare e condividere conoscenze, nello spirito di “Ho fatto questo, ma non ha funzionato. Forse tu lo farai meglio!”. La nostra società cambierebbe completamente, rendendo inutile anche l’utilizzo di sostanze chimiche tossiche. Persino in medicina, la maggior parte dei farmaci che usiamo non sarebbe più necessaria. L'intera industria farmaceutica e medicinale andrebbe incontro a un notevole calo, perché spesso dietro le malattie soggiace una ragione psicofisiologica. Lavorando insieme alla natura, in armonia, la salute di ogni individuo ne gioverebbe, ognuno agirebbe in modo completamente diverso rispetto a oggi e di conseguenza cambierebbe completamente anche la nostra società perché fare le cose insieme, lavorare insieme, in cooperazione, non porterebbe più a emarginazione, a reclusioni, a carcerazioni». «Nessuna necessità di nuovi mondi», prosegue, «torneremmo al paradiso. Per non parlare del fatto che ci renderebbe completamente indipendenti anche dal punto di vista dell’alimentazione, ovviamente. E il clima, seguendo questo tipo di comportamento, sarebbe completamente diverso. Prova una volta a entrare in una foresta rigogliosa: quand’anche la temperatura all'esterno fosse di 40 °C, in quella foresta sarebbe di 32 °C, molto piacevole, con un clima non secco, molto, molto piacevole. Gli stessi suoni che senti al suo interno sono completamente diversi. È così che è la mia fattoria. Alcuni anni fa il nostro ornitologo, in un giorno e mezzo di lavoro trascorso qui, ha trovato 32 diverse specie di colibrì e circa 120 specie di altri uccelli. Sono tantissimi, e sono intorno a noi a ogni ora del giorno. E sappiamo dalla ricerca scientifica che il canto degli uccelli armonizza la vita e migliora la crescita e la salute delle piante. La gente pensa che io stia scherzando quando dico che vivo in paradiso, ma credimi, è proprio così». Guardo Götsch nello schermo, mentre mi parla, con la luce filtrata dai canopi degli alberi piantati da lui stesso più di trent’anni fa, e non posso non chiedergli se dopo una vita di lavoro e ricerca ritiene di essere giunto a conclusioni finali, o il suo è piuttosto ancora un work in progress: «Sono giunto ad alcune conclusioni. Circa quarantacinque anni fa, quando mi sono avviato su questo cammino, mi ero ripromesso che un giorno, quando non sarei più stato in grado di arrampicarmi sugli alberi e fare ciò che sto ancora facendo, allora avrei iniziato a insegnare. Oggi faccio entrambe, scalo alberi e insegno. La conclusione più significativa alla quale sono giunto è allora che il processo di apprendimento non finisce mai, al contrario: più apprendi, più ampio è l'orizzonte, e più vedi, c'è molto altro da vedere. Ogni giorno trovo nuove cose,
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