60 L'approccio Sintropico L'Agricoltura Sintropica è un particolare sistema agroforestale che si basa su una biodiversità a più livelli, organizzata meticolosamente, che accoglie una sequenza di gruppi di piante prevalenti in varie fasi di sviluppo del sistema. È come un puzzle in 4D: le piante si distribuiscono lungo le tre dimensioni spaziali (densità di piantagione e stratificazione) e una quarta dimensione temporale (successione). La perfetta coordinazione di tali parametri assicura la giusta corrispondenza delle esigenze ecofisiologiche di ciascuna specie, tenendo conto dei cicli di vita unici e complementari, delle esigenze di luce, della tolleranza all'ombra e dello stadio evolutivo dell’ambiente, definito da vincoli edafoclimatici. Per gli agricoltori, la padronanza di questi strumenti si traduce in autonomia decisionale, consentendo loro di adattarsi alla realtà locale, prescindendo da pacchetti tecnologici prestabiliti o progetti predefiniti. Sebbene numerosi esempi pratici mostrino la validità di questi principi in numerosi contesti, tale approccio nel Mediterraneo risulta a volte insolito, quando non addirittura sospetto. Ma la storia, ancora una volta, offre indizi su come questo ecosistema, culla di molte civiltà, sia stato un tempo descritto in termini familiari da attenti osservatori: «All'ombra della maestosa palma cresce l'olivo, e sotto l'olivo il fico, sotto il fico il melograno, e sotto di esso la vite, sotto la vite il grano, poi i legumi, infine la verdura: tutto nello stesso anno e tutte le piante vengono nutrite l’una all'ombra dell'altra» �uesta citazione, tratta dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (77-78 d.C.), descrive la dinamica dei sistemi agrari nel bacino del Mediterraneo prima della diffusione del ferro e, di conseguenza, dell'aratro. Tali sistemi rispettavano comportamento e dinamiche delle foreste semi-decidue, permettendo la coltivazione di ortaggi e cereali all’ombra degli alberi durante l'inverno. Con il calo delle temperature, alcune piante entravano in dormienza e perdevano le foglie. Gli alberi sempreverdi, come gli olivi e molte varietà di querce, venivano potati dopo la raccolta, agevolando l’ingresso di più luce verso il sottobosco e immagazzinando sul suolo una grande quantità di biomassa sotto forma di foglie e di rami. La primavera vedeva prosperare colture a ciclo breve sotto la luce filtrata dalle chiome in fioritura di viti, fichi, pioppi e frassini. Dopo il raccolto, al culmine dell'estate, arrivavano i frutti. Questo ciclo annuale relativamente stabile preservava l’equilibrio, rispettando il funzionamento dell'ecosistema. Invitati a lavorare nel sud Italia, abbiamo colto subito l'opportunità di implementare, e testare ancora una volta, la validità dell'approccio Sintropico nel ripristino di ecosistemi al loro pieno potenziale, garantendo la produzione agricola e affrontando al contempo le sfide locali. È questo il nostro fine, perseguito attraverso quattro distinti progetti Sintropici avviati alla masseria Amadeco. Siamo ancora alle prime fasi, ma ci sono già risultati che ci assicurano che il cammino è fecondo.
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