81 Norma Listman: Siamo certamente dei combattenti. Ce lo impone lo stesso fatto di scegliere di lavorare con il cibo nel modo in cui noi facciamo. La posta in gioco è troppo alta. Combattiamo duramente per essere un ristorante che si concentra sui diritti di lavoratrici e lavoratori, sulla giustizia alimentare e sul cambiamento sociale. Usiamo attivamente la nostra piattaforma per istituire un’industria della ristorazione migliore per tutti. Saqib Keval: Il cibo è stato storicamente usato come una delle principali armi di colonizzazione, di controllo e di violenza sistemica sponsorizzata dallo Stato, ma è anche uno strumento altrettanto potente di ribellione e di resistenza. Il cibo ha la capacità unica di creare spazi in cui ci si possa riunire, nutrire, condividere. È in questi spazi che possiamo creare il cambiamento, innescare la resistenza. Serpeggia una fallacia di matrice neoliberale secondo la quale basta riunire le persone attorno a un tavolo, come se un pasto condiviso potesse guarire tutte le ferite. Non è sufficiente portare le persone a tavola, se quelle persone non sono interessate al benessere e all'umanità di ognuna e di ognuno. Come è fin troppo chiaro oggi nel mondo, il cibo può essere usato come arma per depredare l'identità dei popoli, le loro ricette, la loro storia, ribattezzando ricette altrui e rivendendole come proprie. La tavola è spesso mappa di questo furto. Uno dei modi in cui usiamo il cibo per mettere in atto un cambiamento è quello di servirci della nostra cucina per valorizzare storie poco conosciute mettendo al centro voci, esperienze, resilienza, la dignità del Sud del mondo. Vogliamo che la gente sappia da dove viene il cibo e perché. A volte, questo tipo di narrazione sfida la mentalità di un commensale. Ci si aspetta che la ristorazione dia sempre priorità al comfort della clientela, perché sono loro che pagano. Ma cosa succede quando le persone che si siedono al tavolo non si preoccupano delle persone che cucinano, o delle comunità di cui stanno consumando ingredienti, ricette, storie? Norma Listman: Sappiamo che il nostro ristorante non è per tutti, riconosciamo che possa spesso mettere a disagio. Cuciniamo attraverso la nostra politica e il nostro impegno nel difendere la verità contro la propaganda del potere. È già tutto lì, nel cibo. E se ciò non piace, molto semplicemente, invitiamo gentilmente a cenare altrove.
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