Ossigeno #3

84 85 Le immagini contenute in questo articolo, in esclusiva per Ossigeno, sono il frutto della collaborazione tra Mustafa Sabbagh e gli studenti del Corso di Alta Formazione Ceramica dell’ITS Tonito Emiliani di Faenza. Fermento _ Morandi è l’incontro tra l’arte ritrattistica in stilllife di Sabbagh, l’estro scultoreo degli studenti nella creazione dei fermentatori immortalati nelle immagini, e l’omaggio ad un periodo – quello del tramontare del Novecento – che ha reso internazionale il contemporaneo italiano, nella pittura e nel design. Ma torniamo all'estremo Oriente. Perché è lì, nella prima Cina Imperiale - tra il 221 a.C. e il 209 a.C. - che ha fatto il suo debutto nella storia questo elisir ormai millenario, tornato in auge negli ultimi tempi da tutt'altra parte del globo terracqueo: a New York, quella à la page, tra gli appassionati intenditori di tisane. Si chiama kombucha, ed è comunemente noto per essere un particolare tipo di tè; a onor del vero, tuttavia, si tratta di una bevanda che - pur essendo effettivamente a base di tè e zucchero - in realtà e in virtù della sua fermentazione acquisisce caratteristiche organolettiche completamente diverse, oltre che proprietà benefiche capaci di sostenere la salute del corpo, a partire dall'intestino. Niente, quindi, che ricordi il classico gusto che contraddistingue la nota bevanda. Il kombucha è frizzantino e acidulo, anche a dispetto dello zucchero necessario alla sua preparazione. Più che il tè, il kombucha fa tornare alla mente lo champagne. E, come lo champagne, il kombucha è prezioso, ma di un valore che non si misura sui parametri del mercato: il benessere del sistema immunitario. La storia secondo la quale pare che questo elisir risalga al periodo in cui la Cina fu unificata sotto �in Shi Huangdi sembra non essere affatto un caso. Il primo Imperatore di Cina, infatti, ebbe sempre una certa preoccupazione - prossima all'ossessione - per i confini in generale, che fossero del suo regno o del suo corpo. Alla difesa dell'Impero dall'avanzata di nemici esterni - sostenuta avviando la costruzione della Muraglia Cinese - faceva eco infatti la sua ricerca incessante per l'elisir che lo avrebbe salvato dall'avanzare del tempo e dall'inevitabile epilogo della vita. Certamente convocò, assoldò e si fidò dei migliori medici del tempo ma qualcosa andò storto, e quel che sappiamo è che morì ingerendo tre pillole di mercurio - probabilmente l’Imperatore volle provare altro, oltre a quella bevanda frizzante che ancora doveva venire battezzata per come la conosciamo oggi. Ma il kombucha ebbe una seconda occasione per dimostrare la straordinaria efficacia dei suoi benefici, ottenuta nel 415 d.C., ai tempi dell'imperatore Inyko, salvato dal kombucha grazie all'intuizione del suo medico di fiducia Kombu. La vita dell'Imperatore valse al medico l'onore di dare il nome alla bevanda che, fino a quel momento, era stata conosciuta come "elisir della salute immortale": kombucha infatti significa tè [in cinese "cha"] di Kombu, e che fosse un elisir lo provano risultati e millenni attraversati fregiato di questo titolo. in Fermento in Ferment

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