Ossigeno #4

yogasūtra 3.0 106 1 in Brenda Patoine, The Unhealthy Ego: What Can Neuroscience Tell Us About Our ‘Self’?, 2010 – online @ www.dana.org 2 S.S. XIV Dalai Lama, Verso l’Illuminazione: come la Meditazione insegna la Felicità, trad. Elisabetta Valdré, ed. Arnoldo Mondadori Editore, 2017 3 Sri Aurobindo, La Sintesi dello Yoga, ed. Astrolabio Ubaldini, 1967 4 Jochen E. Gebauer, Andreas D. Nehrlich, Dagmar Stahlberg, Constantine Sedikides, Anke Hackenschmidt, Doreen Schick, Clara A. Stegmaier, Cara C. Windfelder, Anna Bruk e Johannes V. Mander, 2018 – online @ www.researchgate.net 5 William James, Principi di Psicologia, ed. Principato, trad. Giulio Preti, 1950 6 Per una delle più recenti edizioni: Patañjali, Yogasūtra, a cura di Federico Squarcini, ed. Nuova Universale Einaudi in pratica Dalle pubblicazioni sul ruolo del SCP, Gebauer e colleghi sono passati poi alla ricerca sul campo, all’indagine qualitativa e quantitativa su chi pratica yoga e meditazione, formando due campioni di ricerca cui sono state poste domande che andassero ad esplorare la loro autovalutazione dopo l’esercizio e la capacità, propria di āsana e respiro, di aumentare la sensazione di benessere. Ultimo obiettivo dei ricercatori era testare l’universalità della teoria del SCP anche fuori dagli orizzonti culturali occidentali. Può essere infatti – secondo il quesito dei ricercatori – che anche il più capace monaco sia schiavo dell’egocentrismo. A 93 praticanti di yoga, tutti di nazionalità tedesca e di età media di 40 anni, sono state poste specifiche domande in condizioni base ed entro un’ora dall’attività. I quesiti li mettevano a confronto con gli altri studenti del corso, valutavano le loro tendenze narcisistiche e ambivano a classificarli secondo l’autostima. Con ampio margine, ogni teoria dei ricercatori è stata confermata. Entro un’ora dalla lezione, infatti, gli intervistati sono tutti risultati possessori di un senso di auto-valorizzazione più alto. Per 162 professionisti della meditazione, tutti di nazionalità tedesca e di età media di 40 anni, l’indagine è andata invece ad esplorare il grado di soddisfazione nei confronti della propria vita e la misura del benessere relativo alla ricerca della felicità. Anche qui, confermato l’aumento della sensazione di benessere e la conseguente crescita di auto-valorizzazione. in origine La sintesi ritorna a William James, quando sostiene che praticare un’abilità aumenta l’autovalorizzazione. I ricercatori tenevano in particolare a capire se questo apparente dogma della psicologia fosse universale. Pur evidenziando i rischi che il campione scelto e la ricerca comportavano su un possibile errore di generalizzazione, la risposta che si sono dati alla luce delle ricerche svolte è stata pienamente affermativa. Sebbene non escludendo alternative, per i ricercatori il dominio dell’auto-centralità sembra inalienabile dalla natura umana. Se, da un lato, il team di studi ha provato a smantellare secoli di filosofia e di pratiche attenenti al rapporto tra corpo e mente, dall’altro ha comunque preso in esame la possibilità che una pratica yogica o meditativa possa essere realmente in grado di elevare dall’Ego, salvo un profondo ripensamento in chi si avventura per questi percorsi di esplorazione interiore. Sembra infatti che questo inciampo sia tipico dei praticanti occidentali, che in una sala di yoga tendono a paragonare la propria tecnica con quella dei compagni di corso. Yoga e meditazione non sono uno sport, non ambiscono a un miglioramento contingente, ma aiutano a trovare la propria posizione in un senso molto più ampio dal punto di vista ontologico. Oltre 2000 anni fa il già citato Patañjali, nei suoi fondamentali aforismi yogici6, predicava come le āsana dovessero essere stabili e confortevoli, poiché non posizioni da raggiungere, ma capacità proprie dell’individuo. Se si fa yoga cercando di imitare posture che altri compiono con più slancio, forse l’obiettivo è sbagliato e il proprio esercizio avrà solo fini egocentrici. Se, al contrario, si cerca la propria naturale posizione, il rischio-inciampo è minore. �uel ripensamento che predicano anche gli yoga-scettici di Southampton e Mannheim dovrà allora avere origine da questo fondamentale punto di partenza: perché saluto il Sole? yogasūtra 3.0 107

RkJQdWJsaXNoZXIy NDUzNDc=