108 �uali siano i meccanismi che regolano questo automatismo antico, risalente negli esseri umani alla notte dei tempi e all’evoluzione e, allo stesso tempo, così importante nelle funzioni del nostro organismo, e se sia possibile esercitare il respiro oltre l’inconscio lo sanno bene sportivi, ma anche attori e cantanti. Per comprendere il respiro occorre prima di tutto rivolgere attenzione all’anatomia del corpo umano. In particolare all’apparato respiratorio, passando dal naso alla bocca attraverso le corde vocali, fin dentro i polmoni e più in giù verso il diaframma. Affinché l’ossigeno [O] arrivi al sangue venoso e lo rigeneri garantendo un’eliminazione dell’anidride carbonica [CO2], occorre uno scambio di gas che avviene ritmicamente attraverso l’immissione di aria ricca di ossigeno e l’emissione di quella carica di anidride carbonica. Un meccanismo di controllo situato nel sistema nervoso centrale sovraintende le operazioni, attivando dopo naso e bocca la faringe, le cosiddette vie respiratorie superiori, e anche le vie aeree inferiori: laringe, trachea e bronchi, al servizio dei polmoni. I quali vanno descritti con attenzione, dal momento che non hanno una conformazione unica e quindi un volume identico, come tendiamo erroneamente a pensare. Perché spesso ci dimentichiamo la presenza dell’organo vitale più importante: il cuore, che pompa il sangue carico di ossigeno nelle arterie e in tutto l’organismo. Dei due polmoni impegnati a rifornire il sangue di ossigeno, grazie al prezioso lavoro svolto dai bronchi, risulta quindi più piccolo il sinistro. È nella maggior parte qui che il muscolo cardiaco occupa uno spazio, chiamato mediastino, da cui svolge la sua funzione abbracciato dai polmoni, due semi-coni rovesciati a contatto con la parete toracica e poggiati sul diaframma, croce e delizia di chi adopera la voce per lavoro. Il meccanismo di controllo della respirazione è tuttavia, sin dalla nascita e a maggior ragione durante i cicli del sonno, frutto di un riflesso inconscio. Ciascun movimento, infatti, dà origine attraverso i centri nervosi a un movimento contrario, ma ciò non toglie che la funzione biologica della respirazione possa essere nell’uomo anche conscia, e quindi controllata. In altre parole, guidata, per assolvere meglio alle più diverse funzioni: siano queste il canto, ma anche l’orazione, o il gesto sportivo come l’apnea e l’immersione. Per questo, a seconda dei casi, cantanti e sportivi allenano la respirazione con attenzione. Gli apneisti, ad esempio, utilizzano spesso esercizi di iperventilazione, con respiri più profondi e frequenti per favorire la decarbonizzazione del sangue. L’obiettivo è semplice, si tratta di ritardare il riflesso inconscio che con l’ultima inspirazione, prima di un’immersione, chiederà al corpo di espirare e quindi di riprendere aria. Gli interpreti di musica leggera, cantautorale o classica concentrano invece i propri esercizi sul diaframma, e allenano questo muscolo forzandone il controllo volontario fino a riuscire a muovere e gestire, con uno sforzo più attento e oculato, l’aria che entra nei polmoni e che, uscendo, fa vibrare le corde vocali. A innescare il respiro sono i muscoli respiratori, che insieme al diaframma, appunto, spostano le costole verso l’alto permettendo un movimento di dilatazione della gabbia toracica e un’espansione polmonare. L’inspirazione. Il rilassamento dei muscoli intercostali spinge poi sui polmoni e aiuta l’aria a uscire dall’organismo, con moto essenzialmente passivo. L’espirazione. �uesta è la poetica ingegneria al servizio dell’evidenza più leggera della vita e del corpo umano: il respiro, automatico ma disponibile al controllo, e come l’energia, e come i sentimenti, importante, ma impalpabile. E =O E =O 109
RkJQdWJsaXNoZXIy NDUzNDc=