150 151 senses and the city i sensi e la città Suono. Il suono è una benedizione a Oporto. Da decenni patria delle nuove produzioni portoghesi, la città si distingue per la scena musicale. Sede di una nascente borghesia industriale a partire dal diciannovesimo secolo, Oporto è stata da allora terra di mecenati, oltre che di artisti. �uando i soldi scarseggiavano gli artisti improvvisavano, cercavano secondi lavori, davano lezioni, ma non dimenticavano la loro strada. Nell'ultimo decennio, durante uno spaventoso periodo di populismo destrorso e di aspiranti politici confusi sulle manovre di risparmio e la cancellazione totale della Cultura, la gente si è alzata in piedi. Si è ricordata che sapeva fare musica, e che era gratis. Sono emersi gruppi, sono state messe insieme orchestre e a disposizione della città concerti gratuiti, spesso sponsorizzati da grandi imprese... sembrava la strada giusta. Lo è ancora. Ascoltare buona musica a Oporto è abbastanza semplice, e la dance culture non ha rivali. Il più famoso locale è il Passos Manuel, un piccolo cinema modernista degli anni '60 convertito in un hub emergente di musica elettronica. Il proprietario ci sorride con saggezza all'ingresso, dopo aver assistito allo sfilare di due generazioni di devoti alla musica. �uel palco e quella pista da ballo hanno visto avvicendarsi personaggi come Michael Meyer, Alva Noto, Helena Hauff. Dall'altra parte della strada, su per le scale, all'ultimo piano di un vecchio parcheggio, Maus Habitos è il club eclettico più cool di Oporto. Nato negli anni '90 dalla necessità di un luogo pubblico gratuito per presentazioni, musica, incontri, gli attuali gestori - e precedenti squatters - hanno aperto le porte a tutti. Dopo la designazione di Oporto a Capitale della Cultura, il posto è esploso e ora è un faro nella programmazione internazionale: mostre d'arte, laboratori, residenze artistiche ... e pizza. Non bisogna mai dimenticare la pizza. In fondo alla strada, altri club: Plano B, seminterrato di più edifici collegati tra loro e convertiti in piste da ballo. Se prima era un unicum di successo in un centro deserto pre-gentrificazione, oggi il locale ha saputo mantenere il suo ethos ed è tra i primi cinque nella lista di ogni rispettabile clubber in visita [e non]. Lindstrom, John Talabot, Erol Alkan, tutti hanno fatto la loro parte rendendo felice un sacco di gente. Ma è impossibile trascurare la rilevanza detenuta dalla Casa da Música. Altra figlia di Oporto 2001, l’architettura in sé e la sua programmazione sono un vero punto di riferimento nazionale. Situata nel vecchio quartiere centrale degli affari di Boavista, è considerata uno dei migliori 20 luoghi di musica in Europa e rientra nell'eccellenza di ECHO - European Concert Hall Organization. Residenza di quattro orchestre, due cori e di un dinamico servizio didattico, la costruzione è stato progettata dal Premio Pritzker Rem Koolhaas come primo edificio a vocazione esclusivamente musicale del Paese. Casa da Música vanta oltre 1400 eventi all'anno, con una media di oltre 3 eventi al giorno. Il melting pot funziona magnificamente e puoi trascorrere una giornata ad ascoltare dai bambini delle scuole, a Monteverdi, a Peaches, a qualsiasi compositore contemporaneo degno di nota. Per quanto importante sia il suono, a Oporto il silenzio lo è altrettanto. Come tutte le città di medie dimensioni, il ronzio costante del traffico è una seccatura. Ultimamente, una serie di parchi e giardini municipali è stata approntata per coloro che scelgono il silenzio come modalità di ascolto. Nella parte est della città, il Parque de S. Roque e la �uinta da Bonjóia sapranno dare gioie in questo senso. Perché, sì, il silenzio è una benedizione. Sound. Sound is a bliss in Oporto. Home for decades to the new music produced in Portugal, the city is especially active in the field of the music. Home to an emerging industrial bourgeoisie since the 19th century, Oporto has since been a city of patrons, as well as artists. When money was scarce artists improvised, took second jobs, gave lessons, but never forgot their ways. Over the last decade, during a very scary period of Populist right wing-wannabe politics that confused saving expenses with the dismissal of Culture in general, people stood up. They remembered they could do music. It was free. Bands emerged, orchestras were put together, free concerts were made available to the city, often paid by large corporations… but that seemed a good motto. It still is very effective. Listening to good sounds in Oporto is quite easy, and the dance culture rivals no other city in the land. The most famous one is Passos Manuel, a small 60’s Modernist movie theatre converted into an emerging electronic music hub. The owner wisely smiles at us at the entrance, having catered for two generations of music devoted. That stage and that dance floor have seen the likes of Michael Meyer, Alva Noto, Helena Hauff. Across the street, and upstairs, top floor of an old parking building, Maus Habitos is the coolest eclectic club in Oporto. Born out of the 90’s need for a free public venue for presentations, music, gatherings, the managers and former squatters opened their doors for everyone. After Oporto Capital for Culture, the place boomed and now it is a beacon in international programing, art exhibitions, workshops, artistic residences… and pizza. One must never forget pizza. Down the street, a few more music venues: Plano B, converted basements of several buildings linked together into multiple dance floors. Once a single success case in an empty pre-gentrification downtown street, this club kept its ethos and is top five on the to-dance list of any respectable clubber visiting. Mind, for the locals too. Lindstrom, John Talabot, Erol Alkan, all played their bit and made a lot of people grin. It is impossible to overlook the impact of Casa da Música, the ‘Home for Music’. Another daughter of Oporto 2001, the building and its programing are paramount. Set in the old central business district of Boavista, it is considered one of the top 20 music venues in Europe and part of the very distinguished ECHO - European Concert Hall Organization. Residence to four orchestras, two choirs and dynamic education service, this building was designed by Pritzker prize awardee Rem Koolhaas, as the first exclusively musical building in the Country. Casa da Música sports over 1400 events a year, an average of more than 3 events a day. The melting pot works beautifully and you can spend a day listening to school children workshops, to Monteverdi, to Peaches and to every contemporary composer in between. As important as sound, listening to silence is a major factor in Oporto. As all modern medium sized cities, the constant buzz of traffic is a nuisance. Lately, a string of city parks and gardens has been refurbished and welcome those who choose silence as a hearing mode. In the east part of town, Parque de S. Roque and �uinta da Bonjóia will make you sigh in satisfaction. Yes, silence is a bliss. Ascolto Oporto | Oporto hearing hearing soundscape #001: John Talabot, Voices hearing soundscape #002: John Cage, 4’33’’
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