Ossigeno #5

Cominciamo dagli anacardi. Il loro nome viene fatto derivare dalla somiglianza del frutto con il cuore [dal greco καρδιά, pr. kardia] ma ciò esige una spiegazione, perché gli anacardi non somigliano affatto a un cuore. Semmai, somigliano a un rene. E il nome al completo non parla solo di cuore, ma anche di una collocazione [ᾲνά, pr. anà, in greco significa 'sopra']: sopra il cuore. Nella sua interezza, l'immagine del frutto vale in questo caso più di mille etimologie, e renderà chiaro ogni presunto collegamento. L'anacardio, come si vede, è solo una parte del frutto che nasce dall'albero di Anacardium. Il frutto completo, infatti, è composto da un frutto fresco - la mela di anacardio - e da un frutto secco - la noce di anacardio. Il nostro anacardio, appunto. La parte che corrisponde alla mela somiglia effettivamente a essa e, come lei, somiglia a un cuore [in questo caso rovesciato]. Sulla sua porzione rivolta verso terra sta attaccata la noce. Se la mela non fosse rovesciata, l'anacardio sarebbe sulla sua parte più alta. Anzi, rovesciata o meno, l'anacardio si trova comunque sopra... Anche se è un sottosopra. L'anacardio/rene, quindi, si trova sul cuore/mela, anche se rovesciato, e da qui deriva il suo nome anacardia, 'sopra il cuore'. Viene però il sospetto che, essendo la parte più a portata di mano, quel prefisso ana-, invece di 'sopra', possa essere inteso anche come 'prima': prima il rene, poi il cuore. Tradotto in messaggio per l'uomo [ogni pianta ne ha uno]: prima prendi il nutrimento necessario al rene, poi potrai nutrire anche il tuo cuore. Il fatto che questa indicazione sia il nome dell'intera pianta sembra voler puntare i riflettori proprio su quella specifica parte del frutto. Come se fosse tutta lì, l'essenza dell'albero e dei suoi frutti. Ma perché dovremmo dare la precedenza all'uno rispetto che all'altro? Al rene rispetto al cuore? La risposta arriva dalla Medicina Tradizionale Cinese, che assegna a ogni organo un contenuto psichico, un'energia mentale. Un'emozione. Al rene corrisponde la paura che porta allo sconforto e alla depressione, al cuore corrisponde la gioia. Da qui viene facile immaginarsi di dover liberare il rene dalla paura, prima di poter sentire la gioia del cuore. Cos'avrebbe il rene da temere, specie in un Paese come il Brasile? La saudade. Che appartiene a questa terra come le radici del primo albero di acagiù. Saudade è la settima parola al mondo più difficile da tradurre. Un sentimento tutto brasiliano, che pervade gli animi di chi abita questa terra. Un sentimento fatto di vaga tristezza, costante malinconia e profonda nostalgia. �uesto non riguarda solo il passato ma anche il futuro, nella misura in cui non si riesce a rinunciare alla speranza di ritrovare qualcosa di perduto, andato, finito. E questo dipende da quanta paura si è fatta strada nei reni, da quanto spazio emotivo ha conquistato. Perché se è troppo, insieme alla speranza svanisce anche la possibilità del futuro, e dalla saudade si sprofonda nel territorio della depressione. Precludendo al cuore la gioia che gli compete e spetta. Tuttavia, non tutto è perduto; lo dimostra anche il passaggio dai testi struggenti della samba cançao agli inni alla gioia di vivere della bossa nova. Finché ci saranno anacardi a togliere paura dai reni, e bossa nova a riempire il cuore di gioia, ci sarà la possibilità di matar la saudade nella sua estrema deriva emotiva. Gli anacardi, antidepressivi naturali. �ual è dunque il segreto degli anacardi? È il triptofano. Gli anacardi ne sono una fonte straordinaria, e per questo sono ottimi antidepressivi naturali. Il triptofano, infatti, importante neurotrasmettitore del nostro organismo, è in grado di influenzare positivamente il tono dell'umore. Come amminoacido essenziale precursore della serotonina, favorisce la sensazione di benessere e riposo, e come precursore della melatonina migliora anche la qualità del sonno, fattore fondamentale per il benessere psicofisico. Basterebbero due manciate di anacardi per ottenere i benefici dei più comuni e noti farmaci antidepressivi, ma senza gli effetti collaterali di questi e con tutti i vantaggi delle altre sostanze che queste noci contengono. Vediamole. - Magnesio, potassio, fosforo, ferro, zinco, rame, manganese, selenio, vitamina H, B1, B6, E, K, acido oleico, acidi grassi insaturi e monoinsaturi. Tra tutte, a sostegno del sistema nervoso intervengono le vitamine H, B1 e B6, quindi rame, potassio, magnesio e ferro. - A sostenere i reni, invece, sono il fosforo, che aiuta anche il cuore, e il magnesio, che evita la formazione di calcoli renali. - I grassi monoinsaturi e polinsaturi sono efficaci contro il colesterolo, contribuendo a tenere basso il livello del colesterolo cattivo [HDL] mentre aumentano i livelli del colesterolo buono [LDL]. - Aiutando le cellule ad assorbire correttamente gli zuccheri, gli anacardi sono efficaci anche per combattere il diabete di tipo 2. - Ricchi di sostanze antiossidanti, gli anacardi proteggono dai radicali liberi e dallo stress ossidativo dei tessuti. In particolare, la zeaxantina aiuta a proteggere gli occhi dal rischio di degenerazione oculare dovuto all'avanzare dell'età, a cui spesso è associata anche la depressione. �uesto ulteriore collegamento tra anacardi e occhi chiude il cerchio di un processo emotivo che va dalla rimozione della paura dalla sede dei reni all'insediamento della gioia nello spazio del cuore, che non può prescindere da una ritrovata capacità di avere la giusta visione di passato, presente e futuro. In una parola: speranza. Tradotta in bossa nova: chega de saudade¹. 1 trad.: basta, nostalgia. «Basta nostalgia, la realtà è che senza di lei non c'è pace, non c'è bellezza, tutto è tristezza e malinconia... Ma se lei ritornasse, se lei ritornasse, che cosa bella, che cosa folle...» [Vinícius de Moraes, Chega de Saudade, 1958] 26 27 al nocciolo to the core

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