Ossigeno #6

144 i sensi e la città Il bucato steso ad asciugare. Gli odori di cucina la domenica mattina. Le calde zaffate di pasticcerie e caffè. L'acqua putrida dei pescivendoli. L'umido che gocciola sotto il tunnel della metropolitana. Gli scarichi di scooter aggressivi e di auto inchiodate nel traffico. Miseria e nobiltà, a Napoli, ti entrano direttamente dalle narici, senza scampo e soluzione di continuità. Ovviamente i più delicati possono andare a inebriarsi all'Orto Botanico, o nei boschi delle Regge di Capodimonte e di Portici, ma poi è bello perdersi. Entrare a caso in cortili e portoni, magari seguendo la traccia di un ragù appena messo a pippiare [cioè a sobbollire lentamente] o di un fritto di pesce. Abbandonarsi alla pura flânerie olfattiva. Puzze e profumi, profumi e puzze. Per chi ama procedere a naso, tra i percorsi più interessanti ci sono senza dubbio le oltre duecento tra scale e gradonate disseminate in un antico e complesso sistema pedonale, negli ultimi tempi interessato da iniziative come un Festival appositamente dedicato, o la rigenerazione tramite l'arte contemporanea del �.I. [�uartiere Intelligente] di Montesanto: progetti che cercano di riqualificare e valorizzare la cosiddetta città verticale. Gli appassionati del trekking urbano hanno dunque una vasta gamma di possibilità per esplorare un aspetto intimo e verace di Napoli, respirandone passo dopo passo, oltre agli effluvi che fuggono dalle finestre aperte, quel sentore arido che sfarina dolcemente la pietra e secca le erbacce, esacerbando il lezzo acre di deiezioni e rifiuti abbandonati en plein air. Chi ha gambe buone può salire e scendere tra Rampe del Petraio, Pedamentina di San Martino, Salita del Moiariello, Scale di Sant'Antonio ai Monti, scala Niccolini al Tondo di Capodimonte, Calata San Francesco, Gradini Francesco D'Andrea, Scala Santa Maria Apparente, rampa di Santa Caterina da Siena, Vico Paradisiello, e se ricordate la bellissima e molto incinta Sophia Loren vendere sigarette di contrabbando in Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, Premio Oscar nel 1965, la ritroverete ai Gradini Giuseppe Piazzi. Non basta? Avete ancora fiato? Andate ad aprirvi i polmoni su via Caracciolo e via Partenope, aspirando l'odore misto di ferro e salsedine che sale dal mare, soprattutto d'inverno, quando il vento lo porta, insieme agli spruzzi, oltre gli scogli. Poi stringetevi nel cappotto e fatevi una passeggiata tra San Gregorio Armeno e via San Biagio dei Librai. Sughero, incenso, mandarini: ecco, adesso è Natale. l’addòre

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