Ossigeno #6

L’Induismo prende e solleva dal tempo. �ualunque storia, dottrina, pratica o leggenda si incontri dell’Induismo, questa è capace di un trasporto che prima di tutto annulla la dimensione degli anni, se non dei millenni. Dietro questa sensazione ci possono essere ragioni spirituali, come il senso di eternità senso di eternità di un ohm, o simboliche, come l’enorme trama di divinità trama di divinità, racconti e tradizioni che accompagnano in un Olimpo lontano dalla dimensione umana, ma solo nell’aspetto. Le narrazioni religiose induiste non rientrano in un piano cartesiano, violano dimensioni, fisica e soprattutto tempo. Sessanta milioni, per esempio, sono gli anni attesi da Kama prima di scoccare il fiore di mango e colpire Siva. Leggende e metafore dove il controllo umano è impossibile e dove non resta che ascoltare, dove tutto il regno di Animalia interagisce con i comportamenti umani connotando visivamente la parabola, escludendola dal possibile per renderla ancora più evidente, comprensibile. Nel pantheon induista non mancano i fiori e i frutti e, tra le piante simbolo, il mango è quella che produce il frutto nazionale dell’India frutto nazionale dell’India. �ui cresce a perdita d’occhio, e qui è venerato nelle mani di Ganesha, o nella faretra di Kama. MANGO: KAMA E IL FIORE DEL DESIDERIO Kama, dio dell’amore, lo si può immaginare come un giovane uomo stretto tra le ali di un pappagallo, con un arco di canna da zucchero e corda di api. Un’arma dolce che carica con frecce di fiori: «mango, loto giallo, loto blu, ashoka e gelsomino¹». Era stato Indra, divinità suprema, a inviarlo sull’Himalaya da Siva, che da troppo meditava e che gli dei volevano invece al loro fianco per difendersi da un demone. Kama, detto anche Cinque-Frecce, lo raggiunse, armò l’arco e tese la corda d’api, mantenendo questa posizione per 60 milioni di anni. Kama scoccò il fiore di mango² quando la dea Parvati, terminato il suo percorso di ascesi, raggiunse anche lei il corpo di Siva, intenzionata a unirsi all’unico che desiderasse. Kama non sbagliò mira, il fiore si trasformò in un soffio di innamoramento e attraversò Siva, che iniziò a percepire l’emozione dell’infatuamento prendere il controllo sulla sua mente. Siva, il dio che distrugge e rigenera, aprì gli occhi, vide Cinque-Frecce, aprì il terzo e lo incenerì. 24 al nocciolo

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