Ossigeno #9

13 Per mancanza di cultura o di rispetto, il suolo perde le sue regole e il suo patrimonio vivente, per mano di pesticidi e anche di fertilizzanti. Impoveriamo pensando di nutrire. Oggi conosciamo le conseguenze del compattamento provocato dal transito sul terreno dei mezzi pesanti e quanto costi, in termini di CO2, convertire in agricolo un terreno da pascolo. Un quarto del suolo coltivato è in degrado e sono numerosi i goals del Sustainable Development dell’ONU che concorrono ad arginare questa deriva. Per ricrearsi, l’orizzonte A del suolo necessita di cinquecento anni, il B tra i mille e i tremila. Altro aspetto determinante è il consumo di suolo a fini alimentari, dove allarmante è la disparità di accesso alla risorsa. Se le terre emerse rappresentano il 29,2 per cento del pianeta, è suolo solo il 16,6 per cento: circa ottantacinque milioni di km2. Di questi, quindici milioni sono coltivati per fini alimentari, pari a 1,5 miliardi di ettari. Dati FAO: un europeo medio necessita di due campi di calcio di suolo all’anno per nutrirsi, mentre in Bangladesh bastano tre aree di rigore. Altro dato: oltre il 60 per cento della superficie dedicata all’alimentazione degli europei si trova al di fuori dei confini dell’Unione. Se da un lato un cambio di passo è chiesto alla morale alimentare di tutti noi, campo dell’agricoltore sarà custodire il pianeta con una professione legata alla coltivazione della terra e alla sua gestione, secondo una strategia più ampia e conoscenze trasmissibili. Il mantenimento di fasce di confine umide o alberate alle proprie colture, per esempio, può ridurre l’erosione del vento e dell’acqua e la perdita di sostanza organica. Non è più un’esigenza specifica di un territorio, è un imperativo di ogni ettaro coltivato. La presenza di proprietà organica nel suolo è oggi più importante del seme. Una perdita di carbonio organico può portare all’erosione del suolo, così come un’irrigazione non consapevole può accelerare il processo di lisciviazione dei nutrienti. Garantire vita è scelta di concimi e di pratiche di gestione il cui unico focus è la prosperità del suolo. Ne deriverà quella della coltivazione. �uesto è un gioco di chimica, meteorologia, idrodinamica, un percorso davvero multidisciplinare. Se all’agricoltore occorre competenza e visione aggiornata, l’altra faccia della medaglia deve ruotare nella stessa direzione ed esprimere medesimo valore. Il suolo fertile è prerogativa per il futuro. Alla base dei programmi di sostenibilità di interesse internazionale, le linee-guida si pongono tre obiettivi-base: interrompere la perdita di biodiversità, mantenere il riscaldamento globale entro i 2 °C, assicurare a tutti un’alimentazione adeguata. Tutto questo, senza suolo, non è realizzabile, ma gli esempi per farlo ci sono. Con Ossigeno, li condivideremo tutti.

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