Ossigeno #9

�uesta dinamica non sempre garantisce progresso o prosperità per lungo periodo: conoscenze parziali o incapaci di valutare tutte le conseguenze hanno richiesto passi indietro, ritorni al punto di partenza, con una nuova consapevolezza e una nuova morale. Derive dannose del comportamento dell’uomo si manifestano quando troppo stretto è l’obiettivo per cui si esercita il rispetto, indirizzandolo su interessi particolari e senza visione di insieme: qui rientrano l’autoritarismo elitario o, banalmente, il non saper guardare oltre il proprio naso. Osservare il rapporto tra l’uomo e l’ambiente porta un esempio calzante. La prima forma di rispetto rivolta a Madre Natura era di origine pratica e divina. Il sostentamento dato dalle sue risorse e il pensiero che dietro tanta armonia ci fosse l’origine della creazione sono stati valori fondanti di tribù e primordiali comunità. �uella era la conoscenza, da lì giungeva il necessario per la vita, che come tale andava tutelato e tramandato. Nella natura ha cercato origine e senso del tutto la Scuola di Mileto, e l’esigenza di connessioni più concrete ha accompagnato la filosofia stessa su altri perché dell’uomo. La pratica, la ricerca e le tecnologie hanno nei secoli aumentato il controllo sulla natura e la gestione delle sue risorse ha rappresentato un vanto per eroi, società e culture. E sempre la conoscenza ha acceso le sirene di allarme che sentiamo oggi, parlando di natura. La stessa morale ha dovuto farsi un esame di coscienza e imparare a osservare da un gradino più alto, contemplando l’interazione degli ecosistemi, l’interesse umano che nel cerchio del rispetto dovesse rientrare ogni forma di vita – perché, nel frattempo, si è riconosciuta come “vita” anche quella invertebrata, vegetale e minerale. La conoscenza è utile quando è per tutti, e solo sull’ampliamento del concetto di “prossimo” si può parlare di evoluzione. �uesto è ciò che ha capito la morale sull’ambiente. Le tradizioni sono album dei ricordi di quelle azioni talmente ben riuscite da diventare memorabili e ripetibili nel segno del valore universale. Ma la morale, se fosse una parola, sarebbe “quindi”, una congiunzione con valore causale: sottintende un motivo di partenza che si traduce in un’azione. Guarda al dopo. La coscienza collettiva deve saper cogliere tempo e metodo per aggiornare la sua morale, se non vuole invalidare il valore per cui è nata. Una società scompare sempre implodendo, precipitando su passi che non hanno più valori su cui camminare. A volte basta migliorare gli esempi presi a riferimento, saperli mettere in discussione e, nel caso, sceglierne altri, dotati di valore fondante e di freschezza. 31

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